Le sue dita richiedevano una sigaretta, con o senza filtro. Le sue gote arrossate qualche anno in più. L’occhio un nome noto di stazione, le orecchie una parola qualunque, non fosse altro almeno la richiesta del biglietto acquistato senza aver mai lasciato la pietra invisibile su cui poggiava i piedi,pietra certa come se fosse casa,... Continua a leggere →
Piccolo bar
Dentro al piccolo bar si sentiva a suo agio. Guardava le lattine delle bibite e sorrideva. Si appoggiava a una estremità del bancone, non dava noia ai clienti. Pensava alla musica della corrente elettrica. Agli scheletri dei piccioni dentro le vecchie case abbandonate e al tubare di quelli che danneggiavano le grondaie. Quando apriva la... Continua a leggere →
La bella lingua delle piante
Era buio, mancava ancora più di un’ora all’alba. Ogni tanto gli toccava fare quelle levatacce. Anche un sacrificio del genere aveva i suoi lati positivi. La bella lingua degli alberi era uno di quelli. La si poteva sentire solo in quell’ora di silenzio quasi totale. L’argento delle parole non dette, pensò mentre usciva dal letto.... Continua a leggere →
Calcio mundial
Come si dice, ognuno si gratta i suoi. Di guai naturalmente. E se, pur grattando con impegno, non si riesce a vincere niente che possa farteli risolvere ‘sti guai, meglio cercare un metodo sicuro per dimenticarli almeno temporaneamente. Anch’io li ho avuti, li ho e li avrò. E la costanza con cui gli attuali si... Continua a leggere →
Holding back the years
Questa diroccata casa di campagna è come certi miei ricordi quando entro in lei e faccio voci e pretendo risposte e chiedo odori e di vedere gesti. Bestia che sono dietro le sue persiane scrostate, illuso che a scriverne qualcosa possa tornare. Andrea Vitali
Bandiere
Le belle bandiere sventolavano in numero di cento e più. Le guardavano estasiate, con il sorriso della libertà appena conosciuta. Non importava l’inquinamento dell’aria e nemmeno il padre operaio. Dietro il sorriso c’era la consapevolezza di un muto ritorno. Sui gradini delle loro case cresceva il muschio. Ripetevano un ritornello tornando a casa che aveva... Continua a leggere →
Coltelli
Il tempo delle foglie mosse dal vento finì con la morte di mio figlio. Lo trovò mia moglie. Era ancora nel suo letto. La prima cosa che disse fu che aveva la postura di un cane. L’autunno era alle porte, i battelli svuotati. L’orario invernale dei treni era già pubblico ma non ancora in atto.... Continua a leggere →
Pesci
Scrivo sull’acqua ciò che devo dire Perché mi manca il dono di parlare Fu colpa del pesce genitore Della mia razza primo e fondatore Che ben sapendo l’uomo predatore Dei suoi appetiti avendo gran timore Decise di pregar Nostro Signore: “Ci sia tolta la lingua, per favore” Sicuramente aveva dentro al cuore La convinzione di... Continua a leggere →