Pesci

pesci_colore.jpgScrivo sull’acqua ciò che devo dire
Perché mi manca il dono di parlare
Fu colpa del pesce genitore
Della mia razza primo e fondatore
Che ben sapendo l’uomo predatore
Dei suoi appetiti avendo gran timore
Decise di pregar Nostro Signore:
Ci sia tolta la lingua, per favore
Sicuramente aveva dentro al cuore
La convinzione di farsi salvatore
Della genia che avrebbe popolato
E mari e fiumi e laghi del Creato
Era convinto, di ciò gli diamo atto,
che col silenzio il gioco era ormai fatto
che non parlando, senza far rumore,
zitti, tranquilli, placidi e ordinati
in vita avremmo avuto solo amore,
nessuno mai ci avrebbe infin pescati.
Invece l’uomo nonostante tutto
A furia di cercare dappertutto
Per appagare ogni suo appetito
Che ormai sappiamo non è mai finito
Riuscì a scovare alcuni miei fratelli
Che dentro l’acque stavano tranquilli.
Pertanto adesso tocca anche sentire
Il turpe rivoltante masticare
Di quelli che, lasciatemelo dire,
Non han niente di meglio se non stare
Per ore e ore, sino all’imbrunire
Guardando fissamente un galleggiante
Per noi segnal di morte quasi all’istante
Ebbene sia, così vuole il Potere
Così han deciso su, nelle Alte Sfere
Però lo sappia almeno il pescatore
Muti moriamo, sì. Ma con dolore.

Andrea Vitali

 

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