Marco Cordero “ELEGIA PER UN GHIACCIAIO”

A cura di Chiara Gatti
in collaborazione con Storyville

San Nicolao Arte Contemporanea, via San Nicolao 9
Museo Giancarlo Vitali, via Manzoni 50
Bellano (LC)

29 novembre 2025 ǀ 12 aprile 2026

Inaugurazione: Sabato 29 novembre alle 15:30 alla presenza dell’artista Marco Cordero in San Nicolao Arte Contemporanea, via San Nicolao 9
Opening: dalle 15 alle 18

Per conoscere orari di apertura, info e biglietti www.bacbellano.eu

Chiara Gatti accompagna nella visita guidata in San Nicolao Arte Contemporanea e al Museo Giancarlo Vitali per scoprire la mostra “Marco Cordero. ELEGIA PER UN GHIACCIAIO”

  • Sabato 31 gennaio, ore 10:30
  • Sabato 14 febbraio, ore 10:30
  • Sabato 21 marzo, ore 10:30
  • Sabato 11 aprile, ore 10:30

Prenotazione obbligatoria: gruppi@comune.bellano.lc.it
Costo biglietto d’ingresso ai due siti € 6
Gratuito per i residenti

Manifesto dell'evento 'Elegia per un ghiacciaio' di Marco Cordero, con informazioni su visite guidate e sede al Museo Giancarlo Vitali.

“Elegia per un ghiacciaio” è il secondo episodio del programma espositivo di BAC Bellano Arte Cultura, il visionario progetto pubblico che intreccia l’eredità del luogo con i linguaggi del contemporaneo. Questa nuova tappa prende forma in due luoghi emblematici dell’identità contemporanea del borgo di Bellano, articolando un’unica narrazione su due sedi e rafforzando l’impostazione dialogica che caratterizza l’intero percorso curatoriale.
Sotto la direzione artistica e la curatela di Chiara Gatti, protagonista di questo episodio è l’artista italiano Marco Cordero, scultore sensibile al destino della biosfera di cui interpreta la fragilità e, insieme, la memoria attraverso materia leggere e sfuggenti, come la carta, l’acqua, le parole e la polvere.
L’antica chiesa sconsacrata di San Nicolao a Bellano, restituita alla comunità dopo un importante progetto di restauro che  ha rivelato alla comunità gli interni medievali, con i suoi affreschi trecenteschi e i dettagli di una architettura tardo romanica, è diventata oggi una tappa cruciale del museo diffuso che punteggia un percorso cittadino e approda nella navata della pieve, destinata a ospitare interventi site specific di artisti contemporanei, chiamati a misurarsi con l’identità forte e pervasiva di uno spazio sacro.
L’approdo di Marco Cordero conferma la volontà progettuale di affidare agli artisti contemporanei la lettura dello spazio, attraverso una scelta misurata di opere capaci di abitarne il vuoto mistico con una presenza densa, stratificata, in dialogo con le urgenze del presente. Una direzione già annunciata dall’omaggio estivo a Marina Apollonio – madre putativa dell’arte optical e cinetica italiana – protagonista della personale Uroboro, che aveva segnato in modo decisivo l’avvio del nuovo programma artistico, orientalo verso le sperimentazioni più avanzate della ricerca odierna.
La navata di San Nicolao e le sale del Museo Giancarlo Vitali ospitano in contemporanea le sculture di Cordero, che da anni concentra la propria ricerca sui temi eterni della montagna, affidandosi a una materia inattesa come quella dei libri, dello loro pagine, dei dorsi e delle parole, quale strumento di un linguaggio espressivo che scava, erode, tornisce, affonda nella carta la cui consistenza – per via di levare – simula superfici petrose, la ruvidezza della pietra, le venature del marmo. La metamorfosi della materia è allegoria dell’entropia della natura e delle sue trasformazioni; la disgregazione delle rocce, l’arretramento dei ghiacciai, l’assottigliarsi della crosta terrestre in moti tellurici che, nella dimensione “da camera” delle sculture di Cordero, agita i capitoli dei romanzi o dei libri di geologia.
Fra tutte, l’installazione dal titolo una pietra sopra è ispirata al fenomeno orografico che vede grandi massi caduti sui ghiacciai in ere lontanissime e rimasti ancorati alla superficie del ghiaccio anche durante lo scioglimento. Fissi sulla sommità, proteggono porzioni di ghiacciaio con la loro presenza, quasi fosse un copricapo, un riparo virtuoso, generando una sorta di fungo di ghiaccio, custodito dalla pietra che lo ricopre e che svetta all’orizzonte come una torre fragile. Contrariamente alla metafora espressa del modo di dire, qui non si tratta di un dimenticare, di  un andare oltre, ma di visualizzare l’immagine simbolo di un’erosione, ricreata da una colonna di antichi quotidiani rilegati, copie del dopoguerra del “Corriere della Sera”, stratificate come fossero geologia della nostra storia e dei saperi, cristallizzate come accade in natura, con lo stesso ghiaccio che oggi custodisce e registra a strati il trascorrere del tempo e le tracce portate a nord, dalle polveri del deserto fino alle microplastiche.
Nell’abside di San Nicolao la video installazione “Elegia per un ghiacciaio”, ideata e prodotta da Storyville, dà titolo a tutto il progetto, ispirato al concerto di Ludovico Einaudi “Elegy for the Artic” prodotto da Greenpeace nel 2015.Montaggio e rielaborazione originale da preziosi materiali filmici dell’inizio del secolo scorso animano un viaggio ovattato fra i ghiacci, che scorre nel presbiterio su un ampio manto bianco impalpabile. La rievocazione melanconica della storia dei ghiacci, quale paesaggio abitabile e percorribile da cordate di intrepidi, allude a quel rapporto equo che, all’alba del Novecento, univa l’uomo al mondo naturale, nel rispetto dell’ambiente e dei suoi elementi.
La mostra proposta dal BAC è un omaggio a un equilibrio di convivenza fra uomo e montagna e a un rapporto di armonia primigenia rigenerato per sensibilizzare le coscienze alla preservazione del mondo naturale. Il progetto proposto dal BAC si inserisce nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, il programma multidisciplinare, plurale e diffuso che animerà l’Italia per promuovere i valori Olimpici attraverso la cultura, il patrimonio e lo sport, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l’Italia ospiterà rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026.

CENNI BIOGRAFICI
Marco Cordero (Roccavione, 1969) vive e lavora a Torino. Ha studiato all’Accademia Albertina laureandosi in scultura. Dopo gli studi in arti visive, ha sviluppato una pratica in cui i libri diventano materia scultorea e installativa, trasformando testo e memoria in paesaggi interiori. La sua ricerca indaga le relazioni tra spazio, parola e materia, creando opere dove segno, forma e esperienza si intrecciano in un campo poetico ed emotivo. Le sue opere sono state esposte, fra gli altri, alla Drawing Room di Madrid, al Museo Nazionale della Montagna Duca degli Abruzzi di Torino, alla Cappella della Facoltà Teologica Torinese, al Museo MAN di Nuoro, al Monte Verità di Ascona, alla Fondazione Merz e nella Chiesa di Santa Chiara a Torino.

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