Facce #1

C’ha la faccia di uno che le robe le sa, questo qui. Faccia lunga, tirata verso il basso, sforzata dalla gravità. Perché le robe della vita pesano. Infatti parla poco. Perché, ora che ha tirato su la mandibola, l’è mesdì. Preferisce tacere. Più tace meno cazzate dice. Andrea Vitali  

Concorso

Mi piacerebbe lanciare una sorta di concorso il cui fine sarebbe quello di stimolare chiunque a fornire esempi volti a spiegare perché siamo diventati un paese complicato. Ove per complicato si intende un paese dove esistono settemila tra tasse e balzelli (il numero è empirico, poiché forse nella realtà è molto più alto), a fronte... Continue Reading →

In ufficio

C’erano impronte che sembravano quasi umane sul tappeto. Umide. Albeggiava. Davanti allo specchio del bagno l’uomo decise di non farsi la barba. Pensò, misuro l’importanza dell’amore sulla durata di quelli passati. Dai rumori che provenivano da fuori comprese che stavano raccogliendo la spazzatura. Erano uomini che non si parlavano quelli, meravigliosamente silenziosi. Uomini colorati. Avevano... Continue Reading →

Il masso miracoloso

"Volendosi fabbricare la facciata non sapevasi dove andar a prendere il materiale. Ma ecco dai monti di Brunate rotolare un enorme macigno, e quando poteva scassinare le case de’ borghi e rovinar le barche, si spezzò e fermossi poco lontano dalla riva. Si gridò tosto al miracolo da quelli che sapevan la tradizione delle catene spezzate,... Continue Reading →

Tanto mio padre è comunista

Tanto suo padre era comunista. Aveva larghe vedute. L’aveva sempre detto, in casa e in pubblico, quand’era al bar o all’osteria. Non a caso era uno dei fondatori (si dice così?) della sezione del partito. Talmente comunista che volevano darla a lui la tessera numero uno della sezione. Talmente comunista che aveva risposto di non... Continue Reading →

Piccolo bar

Dentro al piccolo bar si sentiva a suo agio. Guardava le lattine delle bibite e sorrideva. Si appoggiava a una estremità del bancone, non dava noia ai clienti. Pensava alla musica della corrente elettrica. Agli scheletri dei piccioni dentro le vecchie case abbandonate e al tubare di quelli che danneggiavano le grondaie. Quando apriva la... Continue Reading →

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