Massimo Castoldi delinea il ritratto delll’autore dell’inno Fratelli d’Italia a “Il bello dell’Orrido“, la rassegna di incontri a cura di Armando Besio, sabato 31 MAGGIO alle ore 18.
Cinema di Bellano, ingresso gratuito
Alle 16 i Custodi del Patrimonio di Bellano propongono la visita del nuovo Museo Giancarlo Vitali e della Chiesa di Santa Marta.
Su prenotazione; costo ingresso: 3 euro.

La rassegna Il bello dell’Orrido curata da Armando Besio e promossa dal Comune di Bellano nell’ambito del progetto BAC Bellano Arte Cultura, prosegue con un incontro di approfondimento dell’Inno d’Italia e del giovane Goffredo Mameli sabato 31 maggio, alla vigilia della Festa della Repubblica del 2 giugno.
Questo canto di pace e fratellanza, nato in un’Italia in lotta, è un simbolo identitario spesso incompreso che Massimo Castoldi, nel suo volume L’inno di Mameli: un canto di pace (Donzelli) racconta delineando il contesto storico in cui nacque per rintracciarne il messaggio di pace e di fratellanza.
Ognuno di noi ha cantato “Fratelli d’Italia” almeno una volta nella vita senza comprenderne a fondo il significato. Molti non lo amano affatto.
“La maggior parte degli italiani canta l’Inno di Mameli come si cantava la messa in latino, senza capirci niente” diceva Dario Fo.
“L’Inno di Mameli”, che in realtà si chiama “è “Canto nazionale”, ha sempre avuto un rapporto conflittuale con gli italiani. A riscattarlo fu il Presidente Ciampi che, definendolo “l’Inno del risveglio del popolo italiano” sull’asse storico politico Risorgimento, Resistenza, Repubblica, nel 1999 chiese al maestro Riccardo Muti di dirigerlo in occasione di una memorabile Prima della Scala.
L’incontro in programma a Il Bello dell’Orrido rappresenta quindi un’occasione per scoprire o riscoprire un simbolo conflittuale, e spesso incompreso, mettendo in luce anche la storia tragica di Goffredo Mameli, giovane poeta genovese e patriota mazziniano morto a 22 anni sulle barricate in difesa della Repubblica Romana, dove combatteva con i garibaldini. Due anni prima, nel 1847, a Genova, in una città attraversata dai moti risorgimentali, Mameli aveva scritto “Il Canto nazionale” incentrato sul riscatto degli italiani dal secolare asservimento straniero, nel segno della fratellanza. Il Canto divenne subito popolarissimo. Massimo Castoldi, Professore di filologia italiana all’Università degli Studi di Pavia, filologo e critico letterario, nel suo saggio evidenzia come l’inno si intrecci con la memoria collettiva che si celebra il 2 giorno e ci fornisce una chiave di lettura di tanti eventi del nostro recente (e meno recente) passato.
L’incontro è preceduto dall’itinerario a cura dei Custodi del patrimonio di Bellano che prevede la visita del nuovo Museo Giancarlo Vitali e alla Chiesa di Santa Marta: è necessaria la prenotazione inviando una mail all’indirizzo custodipatrimoniobellano@gmail.com.
Il costo d’ingresso, ridotto per l’occasione, è di 3 euro.
Massimo Castoldi, filologo e critico letterario, studioso di Pascoli e Manzoni, ha dedicato i suoi studi all’approfondimento della cultura e della memoria storica italiana, concentrandosi in particolare sulla storia della Resistenza. È curatore di numerosi volumi, oltre alle pubblicazioni in ambito linguistico e a quelle dedicate alla storia della Resistenza si è occupato di cultura italiana durante il fascismo, di censura e di tematiche della memoria.
Rispondi