L'autenticità pop di Ken Scott nella mostra curata da Velasco

LA PROVINCIA

Al Circolo di Bellano, è stato presentato il quaderno-catalogo che accompagna la mostra “George Kenneth Scott. Eats&Drinks&Pizza“. Curata da Velasco Vitali e organizzata da ArchiviVitali, la mostra presenta alcuni inediti di Ken Scott intorno al tema del cibo.

Stilista e designer americano Ken Scott nacque nel 1919 e fu allievo delle famose Parson School of Design e Moses Soyer di New York. Qui iniziò l’attività artistica come pittore, entrando in contatto con artisti come Sebastian Matta e Marc Chagall.
Nel 1944 Peggy Guggenheim gli organizzò la sua prima personale, ma nel 1946 Scott si trasferì in Europa e iniziò a mettere la sua fantasiosa e accesa sensibilità coloristica al servizio del design dei tessuti, realizzando, insieme con un altro disegnatore americano, Joe Martin, sfondi floreali per i più affermati produttori tessili francesi. Fu l’inventore delle sfilate-spettacolo, che vedevano le sue modelle indossare abiti animalier sotto la tenda di un circo, oppure nel Palazzo dello sport di Roma o al Piper, il locale più di tendenza della capitale negli anni Sessanta. Proprio alla fine di quel decennio aprì a Milano il ristorante “Eat and Drink”, arredandolo naturalmente secondo i dettami della sua creatività.
Protagonista tra i più originali e imprevedibili della moda italiana ed internazionale degli anni Sessanta e Settanta, Scott creò un marchio e realizzò disegni che sono considerati cult della moda e si trovano in numerose linee di prodotti made in Italy. Morì nel 1991, ma l’attività prosegue con la Fondazione omonima, creata dallo stesso Scott nel 1989, custode, tra l’altro, dell’archivio, del marchio e dello Studio Ken Scott.

Nella mostra bellanese, si può ritrovare la tavola apparecchiata creata da Ken Scott e le tempere originali dell’imprevedibile “menu” di quindici pizze dipinte dal maestro americano per dei moduli decorativi che nessuno ha mai editato o pubblicato. Un vero e proprio monumento all’eleganza del palato, dove anche la pizza diventa inconfondibile icona dei consumi. «Se la “Campbell Soup” dipinta da Andy Warhol e la “Coca-Cola” di Mario Schifano furono gli emblemi riconosciuti della pop art, – sostiene Velasco Vitali – le “Pizze” di Ken Scott potrebbero essere considerate, senza forzature, l’elemento mancante per completare una triade dell’autenticità pop».

La mostra resterà aperta sino al 14 marzo 2020 con i seguenti orari:
da martedì a venerdì 16-18; sabato e domenica 11-13 e 16-19.

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