L’arte di Ken Scott tra abiti e cibo

Gianfranco Colombo
LA PROVINCIA

Interessante mostra curata da Velasco Vitali al Circolo di Bellano. L’iconico stilista e designer americano fu anticipatore di stili

Al Circolo di Bellano, in via Manzoni 50, si può visitare la mostra “George Kenneth Scott. Eats&Drinks&Pizza“. Curata da Velasco Vitali e organizzata da ArchiviVitali, la mostra presenta alcuni sorprendenti inediti di Ken Scott intorno al tema del cibo; l’iconico stilista e designer americano conferma anche nell’esposizione bellanese la sua cifra di innovatore anticonformista, anticipatore di stili e tendenze.

Ken Scott nacque nel 1919 e fu allievo delle famose Parson School of Design e Moses Soyer di New York. Qui iniziò l’attività artistica come pittore, entrando in contatto con artisti come Sebastian Matta e Marc Chagall. Nel 1944 Peggy Guggenheim gli organizzò la sua prima personale, ma nel 1946 Scott si trasferì in Europa e iniziò a mettere la sua fantasiosa e accesa sensibilità coloristica al servizio del design dei tessuti, realizzando, insieme con un altro disegnatore americano, Joe Martin, sfondi floreali per i più affermati produttori tessili francesi. Christian Dior adottò un suo bozzetto per la collezione d’alta moda primavera-estate del 1954, e questo lo lanciò definitivamente. Nel 1955 aprì uno studio a Milano, fondando insieme con Vittorio Fiorazzo il marchio Falconetto, specializzato nel tessile stampato per arredamento. Scott si affermò così sia nel design per interni, sia nella moda, «grazie alla rottura che seppe operare negli standard dell’epoca, concependo un uso rivoluzionario delle tinte accese e degli accostamenti tra i colori. Le sue fantasie furono accolte da molte aziende italiane di livello e da alcune case di prèt-à-porter di lusso milanese».
Con la sua creatività allestì passerelle in luoghi non deputati canonicamente alla moda. Fu l’inventore delle sfilate-spettacolo, che vedevano le sue modelle indossare abiti animalier sotto la tenda di un circo, oppure nel Palazzo dello sport di Roma o al Piper, il locale più di tendenza della capitale negli anni Sessanta. Proprio alla fine di quel decennio aprì a Milano il ristorante “Eat and Drink”, arredandolo naturalmente secondo i dettami della sua creatività.

«Ken Scott – precisa Velasco Vitali – fu uno straordinario anticipatore di tendenze e di pen- siero estetico che nella pratica si è tradotto in un vero e proprio primato. Una tra le più emble- matiche fu l’apertura a Milano del primo risto- rante griffato. Siamo nel 1969, l’insegna è “Eats & Drinks” e spesso Ken Scott si mette personalmente ai ornelli. A cinquant’anni da quell’evento, dopo decenni di successi della moda italiana, dopo che gli chef, più degli architetti e degli artisti, sono ormai considerati i guru del sapere contemporaneo, il genio anticipatore di Ken Scott rivive in una mostra che ha il sapore dell’inedito e il gusto dell’inaspettato e che vuole rimarcare e far rivivere quello stile considerato “scomodo” dopo gli anni Settanta, senza trovare la più piena affermazione nei decenni successivi, anche se il suo nome resta indelebile». Protagonista tra i più originali e imprevedibili della moda italiana ed internazionale degli anni Sessanta e Settanta, Scott creò un marchio e realizzò disegni che sono considerati cult della moda e si trovano in numerose linee di prodotti made in Italy.
Morì nel 1991, ma l’attività prosegue con la Fondazione omonima, creata dallo stesso Scott nel 1989, custode, tra l’altro, dell’archivio, del marchio e dello Studio Ken Scott. Nella mostra bellanese, tra le altre cose, c’è anche un inedito. Negli ambienti del Circolo, è sorprendente ritrovare la tavola apparecchiata creata da Ken Scott e le tempere originali dell’imprevedibile “menu” di quindici pizze dipinte dal maestro americano per dei moduli decorativi che nessuno ha mai editato o pubblicatoUn vero e proprio monumento all’eleganza del palato, dove anche la pizza diventa inconfondibile icona dei consumi. «Se la “Campbell Soup” dipinta da AndyWarhol e la “Coca-Cola” di Mario Schifano furono gli emblemi riconosciuti della pop art, – conclude Velasco Vitali – le “Pizze” di Ken Scott potrebbero essere considerate, senza forzature, l’elemento mancante per completare una triade dell’autenticità pop».

La mostra resterà aperta sino al 14 marzo 2020 con i seguenti orari: da martedì a venerdì 16-18; sabato e domenica 11-13 e 16-19.


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