Picasso e Vitali. Due grandi maestri per un gallerista

di Carlo Ghielmetti
LA PROVINCIA

2017.10.12 La Provincia.jpgLa galleria Bellinzona di Lecco (via A. Visconti 12) ospita fino al 10 dicembre, una doppia mostra che unisce due maestri quali Pablo Picasso e Giancarlo Vitali. L’iniziativa, è giusto ricordarlo, non ha la pretesa di trovare un filo comune tra due personalità decisamente diverse; forse è solo la storia del gallerista – il vulcanico Oreste Bellinzona, così interista da dedicare due sale del proprio spazio ad altrettanti allenatori della Beneamata – a fare da trait d’union tra questi due artisti. Sì, perché con Giancarlo Vitali, recentemente celebrato a Milano da un’importante antologica a Palazzo Reale, lo lega un rapporto ultra trentennale, qui testimoniato dall’esposizione di tre storiche cartelle, pubblicate tra il 1982 e il 1991. Si tratta rispettivamente de “Il mio paese del lago”, “Il mio museo quotidiano” e “Le forme del tempo”, in cui l’arte incisoria del “bellanasco” così com’era solito chiamarlo Giovanni Testori s’impone con tutta la sua potenza poetica, ammantata di quella malinconia che solo un uomo di lago può possedere e trasmettere.  Continua a leggere Picasso e Vitali. Due grandi maestri per un gallerista

Giancarlo Vitali conquista Milano: 30mila visitatori

di Emmanuele Michela
GIORNALE DI LECCO

Le mostre del bellanasco fanno il pienone nell’estate culturale del capoluogo: nell’ultimo mese si è viaggiato sui 500 ingressi al giorno.

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Alla fine, parlano i numeri. Quelli dell’estate culturale milanese, dove appassionati, turisti e semplici curiosi hanno potuto apprezzare l’arte di Giancarlo Vitali, l’artista 88enne bellanasco che ha esposto le sue opere tra Palazzo Reale, Casa del Manzoni, Castello Sforzesco e Museo di Storia Naturale. Si stima siano stati più di 30mila i visitatori alle quattro esposizioni che componevano «Time Out», chiusasi il 24 settembre. Numeri molto soddisfacenti per chi ha organizzato l’esposizione, stupito dal gran via vai di persone che, specie nelle ultime settimane, ha visitato le sale dell’esposizione. E cifre che confermano anche la convinzione di chi ha voluto Vitali a Milano, dato che Domenico Piraina, direttore di Palazzo Reale, aveva stimato proprio questo numero di visitatori. Continua a leggere Giancarlo Vitali conquista Milano: 30mila visitatori

I tipi umani di Vitali dai ricordi manzoniani alla follia di Greenaway

LIBERO

2017.09.20 Libero.jpgIl Comune di Milano, fino al 24 settembre, dedica al maestro Giancarlo Vitali un grande progetto espositivo, a cura del figlio e artista Velasco Vitali. L’evento si sviluppa su più sedi: Palazzo Reale con 200 opere che coprono l’intero percorso dell’autore; Casa Manzoni il cui allestimento è curato dal regista Peter Greenaway sul tema della malattia e della morte con una sorta di camera delle meraviglie, un’idea che nasce dal manoscritto di Antonio Balbiani sugli ultimi giorni di Alessandro Manzoni, ritrovato dallo scrittore Andrea Vitali, con cui Giancarlo ha collaborato. Seguono: Castello Sforzesco, con un’istallazione di Velasco che introduce alle incisioni del padre e Museo di Storia Naturale con la serie Le forme del Tempo, fossili e ritrovamenti geologici del 1991. Il titolo Time Out, indica una sospensione della realtà, dilatata dalla pittura, nonché quel tempo necessario all’artista per contemplare la sua opera una volta ultimata. L’espressione poi sottolinea la costante estraneità dell’autore alle mode del momento. Vitali ritrae tipi umani, con i loro tic e le loro nevrosi, descritti con una gestualità emozionante e rapida. Caricature che si possono immaginare facilmente come gli abitanti di un paese di provincia, dove tutti conoscono tutti. Nessuno è escluso, fino alla drammatica ed evanescente Dama dei gatti del 1985. E ancora nature morte, scene popolari e animali, alcuni inediti.

Visita e libro

VIVI MILANO

2372-imgIn occasione della mostra “Giancarlo Vitali. Time Out”, visita guidata all’esposizione “Mortality with Vitali” curata da Peter Greenaway, con Sara Vitali e Angelo Stella, a cui seguiranno la presentazione del libro “Occhi di Testori. Giancarlo Vitali e la poesia” e aperitivo.

Treasure in Milan with the Artists Vitali

by Paula Di Perna
HUFFINGTON POST

Giancarlo VitaliTo paint. In quick bold strokes, as if the hand at work already contained the whole story about to flow to the canvas. Skinned rabbits, exquisite violets, ladies with cats on their heads, shoemakers cobbling, fish the rims of a plate, wine glasses left behind on a table but still tinkling, drinking pals, portraits finished. Portraits erased.

To paint life, to live painting. To leave nothing out. So this energy flows to the viewer who visits the four exhibitions of the artist Gian Carlo Vitali, hosted by the city of Milan—“Time Out”—time given back through the eyes of the painter. And his son, Velasco Vitali, also a painter and sculptor, his father’s curator, whose father told him long ago, “painting is not reality.”

But what, then, is painting? A question with no answer.
Milan is a city of extremes for walkers, from the tightly packed ancient Piazza del Duomo, dead center, to the thinned out Ticino section that used to be loud with sawmills and industries, long lost, now newly revived, offering fabulous new age eateries like “Carlo and Camilla” where tables are communal and once indispensable buzz saws stand aside now, dead silent, but as stately as bronze horsemen.

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