di Gianfranco Colombo
LA PROVINCIA

Si apre domani l’esposizione, curata dal figlio Velasco, dedicata all’artista bellanese. È allestita in più sedi: Palazzo Reale, Castello Sforzesco, Casa Manzoni e Museo di Storia Naturale.

2017.07.04 La Provincia di Lecco.jpgSi apre domani a Milano la grande mostra “Giancarlo Vitali. Time Out”, che il Comune di Milano dedica al grande artista bellanese. Curata da Velasco, figlio di Giancarlo, la mostra coinvolge quattro sedi espositive milanesi: Palazzo Reale, Castello Sforzesco, Museo di Storia Naturale, Casa Manzoni. Un grandissimo omaggio, come si può capire, alla pittura e all’incisione di un artista che la nostra città ha accompagnato per più di trent’anni con mostre di notevole prestigio.
Come tutti ormai sanno, la svolta alla carriera di Giancarlo Vitali avvenne grazie all’incontro con Giovanni Testori, che gli dedicò un articolo intenso sul Corriere della Sera nel 1984. La prima personale di Giancarlo Vitali venne allestita nel 1985 alla Compagnia del Disegno a Milano, ma nello stesso anno, alla Galleria Altair Nuova di Oreste Bellinzona, in Via Mascari a Lecco, fu presentata la cartella di incisioni dal titolo “Il mio museo quotidiano” con introduzione di Giovanni Testori. Nel 1987, sempre Testori curò una grande esposizione di dipinti intitolata “La famiglia dei ritratti”, che si svolse a Villa Manzoni a Lecco. Fu un evento espositivo che lasciò il segno.

Il giudizio di Panzeri
«Nelle intime sale della casa del don Lisander – scrisse in quell’anno Fulvio Panzeri – ci vengono incontro i bambini, i pescatori, i bohémien di provincia, la moglie, i figli, gli amici, i critici, i preti in processione, i desolati, gli animali di casa e di strada. Tutti sono raccolti in un loro estraniamento di commossa e tristissima umanità».
Nel 1991 Giancarlo Vitali fu protagonista della mostra “Le forme del tempo”; un omaggio alla figura dell’abate paleontologo Antonio Stoppani, che si svolse a Villa Manzoni e alla Galleria Bellinzona, con un catalogo presentato da Alberto Longatti.
Sempre a Villa Manzoni, nel 1997 fu la volta della mostra “La Memoria Sottile”. Curato da Tiziana Rota, l’evento espositivo propose 100 disegni dell’artista bellanese, intercalati da alcune poesie di Valerio Magrelli. Dopo un tribolato periodo ed alcuni ricoveri ospedalieri, nel 2005, proprio all’Ospedale “Manzoni” a Lecco, ebbe luogo la mostra “Cartella clinica”, un diario sofferto e ironico, tragico e grottesco di quei mesi, di quella umanissima esperienza, trascorsa nelle corsie del nosocomio cittadino. I pigiami sfatti, i volti scavati, l’indifesa accettazione di ogni pratica più umile, la passerella impietosa dei pitali e delle siringhe era il monumento a quel luogo che poteva essere viatico alla resurrezione o anticamera della fine.

Il periodo del dolore
Nel Nel 2008 i costruttori lecchesi scelsero di inaugurare la loro, sede firmata dall’architetto Mario Botta, con una grande mostra del Bellanasco, come lo chiamava Testori. Il titolo, “Ritratti di pollame, carne, rose e girasoli”, fu una sintesi cruda e carnale delle 134 opere esposte. Il resto lo fece lo straordinario allestimento di Mario Botta, che diede nuova luce all’opera di Vitali. Un percorso, questo della nostra città, che trova ora sintesi e compimento nelle mostre milanesi, che si annunciano veramente di grande impatto.

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