Quell’Orrido che appesantisce l’anima

Gian Luigi Colin
CORRIERE DELLA SERA | Sette

È un viaggio dentro l’oscurità, sul rapporto tra arte e natura, sui fantasmi racchiusi nelle viscere della Terra e nelle menti degli uomini. L’orrido è una gola creata da un fiume (a Bellano ce n’è uno famoso) ed è anche il tema di un’avvincente mostra, voluta e curata da Velasco Vitali. L’orrido non solo come spazio fisico, ma come paesaggio dell’anima: si parte dal ritrovamento delle opere di Gianni Maimeri (1884-1951) dipinte fra il 1906 e 1910 dopo che si era rinchiuso proprio tra le gole di un orrido: a questi dipinti, carichi di potenza espressionistica, sono associati, per contrasto, anche i colorati lavori di Agostino Iacurci e i resti abbandonati della Fonderia Battaglia come dichiarazione di una inaspettata e sublime rivelazione speleologica.

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