di Annachiara Sacchi
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Lo sguardo rivolto verso l’altro, i Babbi Natale che scendono dal tetto del palazzo, una casella scoperta ogni giorno, la sorpresa di trovarsi insieme in piazza San Magno, a Legnano, davanti a un’epifania culturale e popolare, collettiva e intima.
Magia dell’arte: il Calendario dell’Avvento di Velasco Vitali, 24 soggetti originali esposti in un inedito rituale di strada, è quasi completato. Domani alle 18 il “maxiselfie d’autore” sarà totalmente svelato.

Calendario speciale, unico. Per l’ampiezza della superficie occupata da opere d’arte: 388 metri quadrati d’installazione curata da Flavio Arensi sulla facciata di uno dei palazzi storici di Legnano. Per le 24 opere di Velasco Vitali trasportate su pannelli di tre metri d’altezza per due. Per il senso dell’iniziativa: a Vitali è stato chiesto di raccontare il suo personale «periodo di avvento» in un viaggio autobiografico per immagini, sorta di autoritratto sentimentale. Il successo è evidente: oltre 50 mila persone si sono fermate in piazza, aspettando che (nei fine settimana) i due Babbi Natale scalassero la facciata dell’edificio, che aprissero le finestrelle illuminate a giorno.
Ogni casella un soggetto. Gli amatissimi cani, tema ricorrente nei lavori dell’artista, una barca, il lago natio, le matite del primo dicembre da cui è cominciato tutto (e che riservano una sorpresa per domani), una caffettiera, le cornici, la casa, una bicicletta. Sono le stagioni di Vitali, l’essere figlio, l’essere padre: «È la mia storia – dice lui – è il selfie della mia vita».
L’idea di fondo: «Ho voluto abbracciare il progetto con leggerezza». Il messaggio: godere della bellezza, divertirsi davanti a un disegno, interpretarlo, confrontarsi, «perché questo – continua l’artista – è il senso dell’operazione: dare uno spunto all’immaginazione».
La piazza si affolla, i fari rischiarano la finestra da aprire, i telefonini sono puntati sul palazzo: «Questo appuntamento così semplice e popolare – si emoziona Vitali – è diventato motivo di aggregazione. Esattamente quello che speriamo sia l’arte».
Una storia in 24 caselle. Il diario familiare di Vitali. Il tempo che scorre e si riassume in un mese. Un inno laico alla memoria, alle fasi dell’esistenza. Ma anche uno sguardo di speranza rivolto al futuro.
E tutto questo in un grande spazio aperto, alla portata di chiunque, senza regole o costrizioni. «Alle suggestioni di Velasco – commenta il curatore – aggiungono le storie del pubblico, come un concerto costruito intorno all’orchestra». Confessa Vitali: «Nel Calendario ho fermato i momenti migliori della mia vita. Il mio vuole essere un augurio».
L’invito è aperto a tutti, oggi e domani alle 18 le ultime due caselle saranno scoperte, si attendono oltre tremila persone a serata. A gennaio i disegni originali saranno esposti a Palazzo Leone da Perego, storica sede museale della cittadina del Milanese.
E il prossimo Calendario? Vitali sorride: «Io ho fatto da ariete, ora tocca agli altri». Un progetto in realtà c’è, Flavio Arensi pensa a un’alternanza tra artisti italiani e stranieri. «Per ora – dice – ci godiamo la magia di questa iniziativa, tanto efficace perché ha dimostrato che l’arte può uscire dai musei e rinunciare a una certa veste “didascalica”». Difficile nascondere la soddisfazione: «Se avessimo organizzato una mostra classica – conclude il curatore – la reazione della città sarebbe stata molto diversa: ora qui a Legnano tutti conoscono l’opera di Velasco Vitali».

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