il-giorno_18-1-17di Anna Mangiarotti
IL GIORNO

Un ricco cartellone di proposte per il 2017, mostre per tutti i gusti.

Confermata la visita di Papa Francesco in città, 25 marzo, nell’occasione si aprirà a Palazzo Reale la mostra “Arte e Spiritualità”, pacifico confronto tra Milano e Roma, attraverso la raffigurazione dei Santi oggetto di particolare devozione locale. Non ancora ufficiale invece l’arrivo, sempre a Palazzo Reale, del Caravaggio conservato alla National Gallery di Londra, per la prevista esposizione autunnale, dal 28 settembre, di 40 capolavori dell’artista lombardo, raccontato da Rossella Vodret attraverso l’esclusiva tecnica pittorica. Delle 3 opere di Caravaggio presenti nelle collezioni della pinacoteca londinese, l’attesa non è per la splendida Cena in Emmaus, 1601, periodo d’oro del maestro a Roma, né per il Ragazzo morso dal ramarro, 1594, esordio romano, ma per la Salomè con la testa del Battista, dipinta a Napoli nell’ultima drammatica fase della vita (1609-1610). Indubitabile, comunque, il grande afflusso di pubblico per questa ennesima celebrazione della star del barocco che fa battere i cuori.

Altro nome popolare Toulouse-Lautrec, con il suo mondo fluttuante, ancora a Palazzo Reale, ottobre-febbraio 2018. Per altri di più sicuro richiamo, Frida Khalo, Dalì, Carlo Carra, Picasso, si dovrà aspettare il 2018. La stagione espositiva comunale 2017, presentata ieri, sembra soffrire dell’inevitabile affievolirsi delle risorse dopo l’exploit di Expo. E gli sforzi si dedicano semmai a esplorare i depositi della GAM, ricchi di sculture, rispolverate tra marzo e luglio, o a indagare la fortuna del copiatissimo Cenacolo, al Castello Sforzesco (marzo-giugno), con l’ulteriore contributo di Andy Warhol, di cui la Sixty Last Suppen realizzata nel 1986, famosa interpretazione dell’Ultima Cena di Leonardo da Vinci, sarà in mostra nella Sala Fontana del Museo del Novecento, a partire dal 24 marzo. Anticipazioni del progetto “Milano e l’eredità di Leonardo 1519-2019”, che celebrerà tra due anni il V centenario della morte del genio. Una simpatica vivacità distingue invece il Mudec, che ospiterà in primavera il Cavaliere Errante Kandinsky, i Dinosauri, giganti dell’Argentina, e la storia ormai secolare dei cinesi a Milano.
Per l’estate, a Palazzo Reale, l’ostinato pittore a oltranza Giancarlo Vitali, di Bellano (Lecco), storicizzato da Testori, colpito da un suo coniglio squartato. E qualche viaggio: in Africa, partendo dal Pac. E al Museo del Novecento e Gallerie d’Italia, alla scoperta dell’America con gli artisti italiani tra 1930 e 1968.

Dal lago.
Giancarlo Vitali. Da giugno a settembre arriva a Palazzo Reale, la mostra “Giancarlo Vitali – Time out” una vasta antologica che presenta una rilettura critica di 70 anni di pittura. Accanto alle opere degli anni ’80 e ’90 esaltate da Giovanni Testori, una selezione di disegni e di incisioni.

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