di Rita Fenini
PANORAMA.IT

Schermata 2017-06-23 alle 10.44.49Dal 5 luglio al 24 settembre 2017, un progetto espositivo in più sedi che ha il suo cuore a Milano, con la prima antologica dell’artista contemporaneo

Guarda la gallery delle opere.

Curata da Velasco Vitali, figlio di Giancarlo e artista egli stesso, la mostra “Giancarlo Vitali. Time Out” coinvolge quattro sedi espositive milanesi, a ciascuna delle quali spetta il compito di raccontare la poetica dell’artista da un punto di vista differente, attraverso dipinti, disegni, incisioni e un’installazione.

Palazzo Reale e le altre 3 sedi espostive

Palazzo Reale, la più prestigiosa sede espositiva di Milano, ospita il cuore del progetto: una grande antologica che, con 200 opere, delinea un percorso suddiviso in dieci sezioni tematiche, che coprono tutto l’arco della produzione di Giancarlo Vitali. Una rilettura critica dell’intero percorso dell’artista, un viaggio di oltre settant’anni che parte dai primi dipinti degli anni Quaranta (già apprezzati da Carlo Carrà), passa per le opere degli anni Ottanta e Novanta (esaltate da Giovanni Testori) e si conclude con l’ultima e inedita produzione

Al Castello Sforzesco, un’installazione di Velasco in Sala Viscontea introduce il visitatore nell’universo artistico dell’incisione di Giancarlo Vitali, di cui sono esposti 150 fogli con un insolito allestimento in orizzontale

Al Museo di Storia Naturale, un focus tematico dedicato a “Le forme del tempo”, cioè ai fossili e ai ritrovamenti geologici. Il nucleo di opere esposte è stato realizzato da Vitali nel1991, in occasione del centenario della morte dell’Abate Antonio Stoppani, Direttore del Museo di Storia Naturale dal 1882 al 1891.

A Casa Manzoni, l’installazione “Mortality with Vitali”, curata dal regista inglese Peter Greenaway.

Le date

Il percorso espositivo sarà visitabile dal 5 luglio al 24 settembre 2017 con giorni e orari diversi a seconda delle sedi .

Dove

A Milano: Palazzo Reale, Piazza Duomo 12 – Castello SforzescoMuseo di Storia Naturale di Milano, Cso Venezia 55 – Casa del Manzoni, Via G. Morone, 1

Perché è interessante

“Time Out”, gioco fermo o tempo sospeso, rappresenta il tempo della pittura di Giancarlo Vitali. La sua è una posizione che è sempre stata definita “fuori dal coro” e che l’ha collocato tra gli outsider del sistema dell’arte, sempre consapevole della storia da cui la sua pittura proviene e al tempo stesso indifferente alle sirene delle mode.

Giancarlo Vitali

Nato a Bellano, sul Lago di Como, 87 anni fa, Giancarlo Vitali inizia a dipingere a quindici anni, dopo un periodo di lavoro all’Istituto d’Arti grafiche di Bergamo.
 Il segno distintivo della sua pittura (il tratto rapido e sintetico con cui ritrae la gente comune e la quotidianità, i fiori e gli animali) comincia a configurarsi a metà degli anni Cinquanta, ma la vera svolta  artistica avviene nel 1983, con la “scoperta” da parte dello scrittore Giovanni Testori che, dopo aver visto per caso la riproduzione di un suo dipinto, gli fa visita. Da questo incontro scaturisce un rapporto di reciproca stima e di amicizia. L’anno successivo Testori gli dedica un articolo sulla terza pagina del “Corriere della Sera” e organizza a Milano quella che si può considerare la prima personale. Da quel momento, Giancarlo Vitali espone in molte sedi pubbliche e private, pubblica numerosi cataloghi e svariate cartelle di incisioni.

“… In Vitali, o nel Bellanasco, tutto, ma proprio tutto, è “ritratto”. Dizione assai più giusta di quanto non sarebbe quella che recitasse come tutto, in lui, “ritratto”, lo diventi. 
Quella del Vitali è un’ironia che, se mai, tutti, a modo suo, intende assolverci. E intende assolverci, tramite la sola carità che compete a un pittore: quella del pittorico e materico splendore …”. (Giovanni Testori, La Famiglia dei Ritratti. Electa,1987)

“Per la prima volta mi ritrovo a curare una mostra su mio padre, considerando la sua opera come un mondo unico, una geografia spaziale e temporale, un time out dalla realtà che si dilata nella pittura” (Velasco Vitali)

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